How Do You Feel Today?

The First, The Last, The Best: L’inizio

“Entro la fine del 2017 devo mettere online il nuovo blog” avevo deciso. E dunque compra il dominio, l’hosting, il database, sistema la grafica, aspetta ed eccolo lì: è online. Perfetto…. e ora? Che ci scrivo?

Il dramma del primo post si è impossessato di me. Ci metto un testo di una canzone? Mio? Di altri? Un post che ho in archivio? Uno nuovo? Alla fine ho deciso che l’unica cosa forse sensata da fare è scrivere chi sono, per quelli che leggeranno questo post senza conoscermi, e per dimostrare ai miei amici quanto la mia percezione di me sia distorta e sbagliata.

Dunque mi presento: sono Kate, ho 25 anni, che mi sembrano tantissimi per il nulla cosmico che ho combinato nella mia vita. Vivo a Milano da troppi anni, faccio un lavoro che non mi interessa da troppi mesi, sto pianificando una fuga verso mete sconosciute, la quale si delinea sempre più tragicamente con l’avvicinarsi della stagione delle migrazioni: partirò come le rondini, a primavera.

Ho un fratello che amo, Bambi, ha 18 anni. Una madre brava. Due gatte bellissime. Pochi amici a cui voglio tanto bene ma che sento sempre meno. E un ragazzo. Il mio primo amore. Di lui parlerò presto, prima che sia troppo tardi.

Mi piace la musica, ho lavorato per un po’ in quel campo, nell’organizzazione di eventi. Era il lavoro della vita, ma l’amore non era reciproco. Vorrei ritentare, intanto che sono ancora abbastanza giovane da poter stare a quei ritmi, ma non qui, non a Milano, dove vince solo chi ha meno bisogno di pagare un affitto. Mi piace viaggiare e sperare di trovare un giorno il mio posto nel mondo; mi piace leggere ma soprattutto scrivere. Mi piace cantare ma non lo faccio più. Mi piacciono gli psicofarmaci ma non piacciono a chi mi sta intorno. Avrei tanto da dire ma taccio tantissimo.

E poi soffro.
Soffro enormemente da tutta la vita, per una serie di disastri e catastrofi che hanno luogo solo nella mia testa, scenario di sanguinose battaglie tra paura e superbia, dalle quali esco sempre sconfitta.
Soffro tanto da accartocciarmi su me stessa nel più nascosto angolo del pavimento a piangere per ore, ma tu non lo saprai mai, anche se vorrei tanto che in qualche modo potessi scoprirmi e salvarmi. Vivo in una mente a forma di cuore perché dietro all’apparenza di ragazza con le palle che vorrei dare c’è una principessa rinchiusa nella torre delle sue insicurezze che aspetta di essere salvata dal principe azzurro.
Non mi ha salvata mai nessuno.
Ho desiderato di morire tante volte, ma ora invece vorrei solo riuscire ad avere una vita migliore. Vivere, non solo esistere.

Senza falsa modestia, sono capace di un’empatia fuori dal comune. Ne sono capace, quindi non sempre ne faccio uso. Ho un ego smisurato (forse come tutti) che cerco di nascondere persino a me stessa.
Ho aperto questo blog perché tramite la scrittura imprimo ricordi e concetti nella mia mente, e perché so di non essere sola, e spero che nessuno sia solo nel suo dolore. La mia sofferenza è quella di molti, è nascosta da una facciata di allegria e spensieratezza, l’unico modo per sopravvivere.

Ci saranno ragionamenti, idee, esperienze, consigli, libri, musica, ci sarò io, e probabilmente tutti quelli che entreranno nel mio mondo.

 

Heart Shaped Mind è un viaggio alla ricerca della propria identità, in una Wonderland un po’ diversa da come speravamo, in un’età in cui dovremmo essere adulti, ma non siamo pronti e probabilmente non lo saremo mai. E che Dio, Buddah, il karma, il destino o chiunque muova i fili di questo strano mondo ce la mandi buona.

 

Rispondi