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Come Un Cubo Di Rubik

Riflettevo qualche settimana fa. Parlavo più a me stessa che alla persona che avevo davanti, chiusi a chiave nell’appartamento in cui lui vive da circa un anno. Una bella e grande finestra a soffitto si affaccia direttamente sul tetto e sulle finetre del cortile intorno: mi stupisce sapere che lui non ci sia mai salito. Non posso salirci neanche io, mi ha detto.

Riflettevo dunque sul fatto che nell’ultimo anno (soprattutto ma non solo) sono stata abituata a vivere la mia vita a compartimenti stagni. Periodi più o meno lunghi ma comunque sempre molto limitati in cui i posti, il meteo, le strade, ma soprattutto le persone, passano veloci. Mi devo abituare in fretta, devo esplorare il più possibile, i legami si stringono a velocità sorprendente. Non è sempre così per gli altri, ovviamente: pur essendo all’estero conosco tantissimi italiani e ho l’impressione che siamo tutti di passaggio, allorché in realtà molti di loro sono in pianta stabile in qualcuno dei posti in cui io mi fermo solo una manciata di settimane. A volte quindi non è facile capire perché mi attacco così in fretta e perché cerco di sfruttare il momento il più possibile, come nell’ultimo periodo in cui ho sacrificato il sonno come non mai. Uno sconosciuto nel giro di pochi giorni diventa un pilastro della mia vita. Della mia vita di ora, certo. Che finirà a breve e quella persona, probabilmente, tornerà ad essere uno sconosciuto che per qualche mese è stato importantissimo. Ogni momento della mia vita ha un colore ed ogni persona legata a quel momento è di quello stesso colore. Come in un cubo di Rubik finito, nessuna della facce vede l’altra. Capita, a volte, che qualche tasello di un colore piombi in una facciata di un altro colore, ovvero quando i miei amici di un posto da cui me ne sono andata vengono a trovarmi nel posto in cui mi trovo. È così strano e sembra che due universi collidano.

Vivo in dei cubi di Rubik e se siete del colore in cui sto vivendo ora probabilmente vi starò addosso più di quanto riuscirete a capire. Ma poi me ne andrò, voi resterete indietro, non mi dimenticherò mai, ma sarà finito. E così e così e così finché non finirò i colori e ne sceglierò uno.

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